Chrysler Building

Il Chrysler Building è uno dei simboli più celebri di New York City. Un capolavoro di architettura Art Decò, una piramide d’acciaio che riflette la luce del sole con le sue finestre triangolari e gli archi metallici. Completato nel 1930, è alto 319 metri e si trova nell’East Side di Manhattan in prossimità dell’incrocio tra la 42ª strada e Lexington Avenue. Venne costruito per ospitare la sede della società automobilistica Chrysler e fu il grattacielo più alto del mondo per poco più di un anno, tra il 1929 e il 1931, quando venne superato dall’Empire State Building. L’intero edificio fu costruito in soli venti mesi. La struttura portante in acciaio fu montata dall’Impresa di Luigi Binda.download

Ma l’elemento più riconoscibile e celebre dell’edificio è la straordinaria guglia ad archi reiterati con finestre triangolari, che ospita una suite dedicata fino al 1979 all’esclusivo “Cloud Club”. Al 71° piano era il celebre “Osservatorio” – uno spazio di circa 400 mq. con soffitti alti 6 metri dove erano custoditi i primi “ferri del mestiere dell’operaio” W. Chrysler. La complessa geometria della guglia è frutto dell’intersezione di una serie di volte a vela sovrapposte, di dimensione decrescente dal basso verso l’alto, con curvature sempre diverse che da circolari diventano ellittiche, dilatandosi progressivamente in altezza fino a sfumare nell’antenna della cuspide. L’intera guglia è rivestita in “Nirosta”, inedita lega di cromo-nickel e acciaio, che oltre a conferirgli lucentezza e iridescenza si è rivelata tanto resistente agli agenti atmosferici e allo smog da non richiedere manutenzione per oltre sessanta anni. La guglia di acciaio, che fu tenuta nascosta all’interno dell’edificio per settimane, prima di essere installata – in soli 90 minuti – sul Chrysler, nello sconcerto generale di riviste e opinione pubblica che avevano seguito la costruzione dei due palazzi scommettendo su chi avrebbe vinto la gara. images

Lo stesso Van Alen ammise che quei 90 minuti furono di puro terrore; la guglia pesava ben 27 tonnellate, e nessuno, nel circondario, era stato avvertito della sua installazione proprio per rendere epocale lo smacco alla Bank of Manhattan, mettendo così a rischio i passanti dell’area, inconsapevoli che un’azione così delicata si stava svolgendo 280 metri più in alto. 90 minuti che Van Alen trascorse, tremando come una foglia, sulla 40esima strada in una fredda mattina di ottobre del 1929.

Il risultato però era stato ottenuto. Con i suoi 320 metri, il Chrysler Building era l’edificio più alto del mondo.

Incredibilmente, il Chrysler Building è un edificio “fatto a mano”. A differenza di moltichrysler_building_gargoyle77faef2b47d4a8cac88312031fd5d3c7 grattacieli del periodo che utilizzavano materiali già pronti sul mercato, il CB è il risultato della lavorazione artigianale che aveva luogo al suo interno. La guglia, le finestre, le lamine di metallo che lo ricoprono,venivano lavorate nei laboratori che si trovavano al 65esimo e al 67esimo piano. L’edificio è costellato di elementi ornamentali desunti dal mondo dell’automobile, come i fregi al 30° piano che richiamano le linee di pneumatici e parafanghi d’auto. E i riferimenti generici a quell’universo formale si fanno citazioni letterali nei particolari ingigantiti delle vetture prodotte dalla Chrysler: dai tappi di radiatore a forma di casco alato di Mercurio posti agli spigoli del 40° piano, alle teste d’aquila che campeggiavano sul cofano del modello Plymouth del ’29 e qui impiegate negli otto doccioni posti alla base della cuspide.

E tutto questo nel rispetto delle norme di sicurezza inconsuete per l’epoca, oforse no… nessun operaio perse comunque la vita durante la costruzione del grattacielo.

Se a livello stradale il CB sembra un edificio come tanti altri a NYC, è al suo interno che la magnificenza è stata espressa senza sconti. Oggi non è più possibile raggiungere la gallery che dal 1930 al 1945 permetteva di vedere la città a 360° dal 71esimo piano. E non è nemmeno possibile fare tour guidati, salendo ai piani alti per vedere, ad esempio, le vestigia del Cloud Club frequentato da magnati che occupava ben 3 dei suoi piani (66esimo-68esimo). Ma anche solo la Lobby, visitabile gratuitamente, vi emozionerà: il soffitto, ristrutturato nel 1999, è un enorme murale di Edward Turnbull intitolato “Energy, Result, Workmanship and Transportation”, dove viene rappresentato il Chrysler Building stesso, i lavoratori che lo hanno costruito, mille decorazioni. Da lontano potrete poi vedere gli ascensori, anch’essi spettacolari lavori di intarsio in legno.

L’ingresso dell’edificio è al 405 di Lexington Avenue, dove un alto portale introduce all’atrio che è anch’esso un evidente esempio di Art Déco. L’amato grattacielo di New York nasconde in se molti segreti poco noti ma affascinanti.  Aggravato dal fatto che è difficile da visitare, cioè non aperto al pubblico, a differenza del Woolworth Building e l’Empire State Building .

9da4f6b0917bd6a49ddab92047ab6790Poiché il CB è stato costruito su un terreno di proprietà della Cooper Union, il Chrysler Building viene considerato fonte di sostentamento per le attività di questa università privata, che, in quanto tale, non paga le tasse. In altre parole, dal 1929 ad oggi, questo palazzone di uffici non ha mai versato un cent allo stato.

Tra i vari record del Chrysler Building, oltre a quello di essere stato per alcuni mesi il grattacielo più alto del mondo (lo superò il caro vecchio Empire), ce n’è uno forse meno nobile ma di cui lo stesso Walter P. Chrysler, che aveva un appartamento nel punto più alto dell’edificio, andava piuttosto fiero, ovvero, quello di avere il WC più alto del mondo. Non ci sono notizie circa l’incidenza dell’altezza sulla stitichezza, nei report dell’epoca, ma siamo convinti che visto il lusso sfrenato evidente persino all’interno degli ascensori, questa toilette fosse quantomeno un comodo trono.

 

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